PRO LOCO GERA LARIO


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Parrocchia S.Vincenzo

Parrocchia della diocesi di Como. Negli atti della visita pastorale del 1578 compiuta dal vescovo di Vercelli Francesco Bonomi nella pieve di Sorico, San Vincenzo di Gera risultava già come parrocchia (Rossi, Rovetta 1988); tuttavia, risulta essere stata eretta nel 1587 dal vescovo Gianantonio Volpi con territorio smembrato dalla chiesa matrice di Sorico (Fattarelli 1986). San Vincenzo era attestata come parrocchia nel vicariato e pieve di Sorico e Domaso anche nel 1651 (Ecclesiae collegiatae 1651). Nello stato di tutte le chiese parrocchiali della città e diocesi di Como spedito dal vescovo Mugiasca al governo di Milano nel 1773, i redditi del parroco risultavano derivare da fondi per lire 25, dalla cassa comunale per lire 328, da decime per lire 10, da emolumenti di stola per lire 400 (Nota parrocchie diocesi di Como, 1773). Nel 1781, secondo la nota specifica delle esenzioni prediali a favore delle parrocchie dello stato di Milano, l'arcipretura di San Vincenzo possedeva fondi per 29 pertiche; il numero delle anime, conteggiato tra la Pasqua del 1779 e quella del 1780, era di 410 (Nota parrocchie Stato di Milano, 1781). Nel 1788 la parrocchia era di patronato della comunità. Il numero dei parrocchiani era di 472. Entro i confini della parrocchia di San Vincenzo esistevano le chiese dell'Immacolata e di Sant'Agata in Piano di Spagna (Sistemazione parrocchie diocesi di Como, 1788). Nel 1898, anno della visita pastorale del vescovo Teodoro Valfré di Bonzo nel vicariato di Sorico, la rendita netta del beneficio parrocchiale assommava a lire 680.20. Entro i confini della parrocchia di San Vincenzo esistevano la chiesa della Beata Vergine Immacolata; gli oratori della Beata Vergine del Carmine e di Sant'Anna. Nella parrocchia erano istituite le confraternite del Santissimo Sacramento, del Santissimo Rosario, della Beata Vergine del Carmine. Il numero dei parrocchiani era di 620 (Visita Valfré di Bonzo, Pieve di Sorico). Con decreto 12 giugno 1956 del vescovo Felice Bonomini la parrocchia della Beata Vergine delle Grazie di Trezzone venne unita aeque principaliter alla parrocchia di San Vincenzo di Gera Lario (decreto 12 giugno 1956) (Bollettino Ecclesiastico Ufficiale Diocesi di Como 1956). Nei primi decenni del XX secolo la parrocchia di San Vincenzo di Gera Lario rimase inserita nel vicariato foraneo di Domaso. Con decreto 1 gennaio 1938 fu annessa al vicariato di Sorico (decreto 1 gennaio 1938 III/a) (Bollettino Ecclesiastico Ufficiale Diocesi di Como 1938), al quale rimase attribuita fino al decreto 29 gennaio 1968, in seguito al quale fu assegnata alla zona pastorale IX delle Tre Pievi e al vicariato di Gravedona (decreto 29 gennaio 1968) (Bollettino Ecclesiastico Ufficiale Diocesi di Como 1968); con il decreto 10 aprile 1984 è stata inclusa nel vicariato B delle Tre Pievi (decreto 10 aprile 1984) (Bollettino Ecclesiastico Ufficiale Diocesi di Como 1984). A seguito della costituzione dei nuovi enti parrocchia nella diocesi di Como in base al decreto 16 luglio 1986, la parrocchia di San Vincenzo venne fusa con quella della Beata Vergine delle Grazie di Trezzone nella nuova parrocchia di San Vincenzo e Beata Vergine delle Grazie di Gera Lario (decreto 16 luglio 1986/6) (Bollettino Ecclesiastico Ufficiale Diocesi di Como 1986).




GERA LARIO - Chiesa di San Vincenzo

La chiesa romanica di S. Vincenzo fu eretta a cavallo dei secoli XI e XII, dove un tempo sorgevano una villa romana, con un piccolo tempio. Successivamente, nel XV secolo, con l’incremento della popolazione, la chiesa venne modificata fino ad assumere la forma attuale, inglobando in se alcune parti della precedente chiesa romanica.Sullo stipite sinistro del portale vi è inserita una lapide romana.Durante i lavori di restauro effettuati nel 1964/65, sotto l’abside, sono stati scoperti un risalente al II secolo e le fondamenta della prima chiesa, sulle cui mura fu innalzata la nuova chiesa (le sue prime notizie certe risalgono al 1176). Venne inoltre riportata alla luce la muratura sottostante, in pietra grigia di Moltrasio e di Varenna. L'orientamento originario della chiesa romanica, la cui apertura frontale era ad Ovest, fu mutato in quello attuale con l'intervento per l'edificazione della chiesa di San Vincenzo, facendo diventare il fianco sud dell’edificio romanico il fronte della nuova chiesa quattrocentesca. Il primitivo portale d’ingresso era spostato leggermente sulla sinistra rispetto a quello attuale ed era incorniciato da in marmo di Musso che vennero poi tolte e riadattate al nuovo, e attuale, portale. Gli scavi archeologici portarono alla luce anche l'abside della chiesa originaria che è visibile oltre la porticina a destra dell'ingresso attuale. Della fabbrica romanica rimangono quindi la parte inferiore della facciata, l'abside e un fianco. La facciata, a capanna, è coronata di archetti in cotto ed è preceduta da un pronao, è aperta da due monofore, da due finestre e da un oculo, anch’esse incorniciate in cotto.Il campanile, originariamente composto da una torre campanaria con, procedendo dal basso, monofore, bifore e trifore oggi è il risultato di diversi rimaneggiamenti effettuati durante i secoli.
Internamente la chiesa è ad un’unica navata con tetto formato da travature a vista. Il presbiterio è caratterizzato da una parete affrescata su cui si apre un arco a tutto sesto, mentre la controfacciata presenta un oculo al centro e due finestre a lato del portale.La chiesa era già affrescata durante il periodo romanico, ma col passare del tempo si è arricchita di ulteriori affreschi e dipinti; non tutti però si sono conservati fino ad oggi.Durante i lavori del 1964 sono state ritrovate parti di decorazioni geometriche parietali romaniche attorno alla base dell’altare. La maggior parte degli affreschi ora visibili corrispondono invece al XVI secolo, sono di scuola lombarda e ricoprono presbiterio, volte e pilastri. Importanti sono anche il polittico dell’altare maggiore risalente al 1547 e quello su tavola rappresentante San Lorenzo.



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